teatro ragazzi
teatro danza
Da 0 anni
45 minuti
DEBUTTO giugno 2026
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Come si impara a stare dentro il proprio corpo con gentilezza, curiosità, gioco? Come può un adulto farsi compagno di questo viaggio, senza guidare, ma accanto? Stück, in tedesco, significa “pezzo”. E proprio da qui nasce il gioco: un corpo che si scompone e si reinventa, che si fa frammento, incontro, distanza.
Un piede che esplora, un occhio che ascolta, un naso che si sorprende. Piccoli assoli che prendono forma, come se ogni parte avesse una voce segreta da raccontare. I pezzi si cercano, si sfiorano, si incastrano, si perdono e poi si ritrovano, in una danza semplice e sempre nuova. Così nasce, poco a poco, un lessico gentile del corpo: un modo di nominarsi e di sentirsi che può essere condiviso, abitato insieme, tra grandi e piccoli.
Uno spettacolo come un piccolo rito, fatto di gesti minimi e meraviglia, di suoni, oggetti, esclamazioni leggere. Un tempo sospeso in cui ascoltare il fuori e lasciar affiorare il dentro.
Da un’idea di Noemi Bresciani | regia Anna Fascendini | in scena Noemi Bresciani | musiche Diego Dioguardi | scenografia e sculture di scena Anna Turina | progetto di ricerca fotografico Desiree Sacchiero | consulenza alla drammaturgia Marcela Serli | costumi Francesca Crovara | disegno luci e tecnico di scena Andrea Rossi
Un progetto multidisciplinare che unisce la fotografia, la danza, la scultura, la sperimentazione sonora. “Mi sono spesso persa nell’osservare mia figlia e altri piccoli umani nella fase di esplorazione e scoperta del proprio corpo, del movimento, della voce e in questa contemplazione ho immaginato cosa sarebbe successo se avessi provato a riscoprire il mio corpo, la voce e il movimento con l’attitudine bambina, come se fosse tutto straordinariamente nuovo. In questo processo di riflessione, osservazione e studio mi sono ricordata del libro A fior di pelle di Chiara Carminati e Massimiliano Tappari, un piccolo tesoro di scatti poetici e spontanei di parti del corpo: da quel libro ho iniziato a immaginare di creare uno spettacolo su questo tema, dedicato a bambinə e genitori/care giver” (Noemi Besciani, performer).
Parte della ricerca è stata condotta nei nidi del territorio, per incontrare da vicino bambini e bambine e condividere con loro momenti dello spettacolo, immagini, giochi. “Giochiamo danzando con i pezzi del corpo, con il corpo fatto in pezzi. Per lavorare sul dettaglio ed imparare a nominare. Per cercare di andare a fondo nella ricerca sulle singole parti” (Anna Fascendini, regista).
Uno spettacolo adatto a tutte le età, fin dai primi mesi di vita. Lo sguardo intergenerazionale è parte del lavoro, che nasce dalla suggestione degli scatti di Desirèe Sacchiero su quattro generazioni di donne: nonna, mamma, figlia, nipote. “Nella ricerca pian piano abbiamo individuato la necessità di utilizzare degli oggetti, che astraessero il corpo e ci permettessero di rendere il gioco condivisibile con il pubblico. Ecco qui il coinvolgimento di Anna Turina che, partendo dalle foto di Desirèe ha realizzato props eleganti di parti di corpo, pezzipazzi appunto. Con lo sguardo attento di Anna, la competente ed entusiasta consulenza drammaturgica di Marcela Serli, siamo quindi arrivate ad ottenere una partitura intima e coreografica che attraverso semplici ma sofisticati giochi e danze svela un corpo che si scopre con sorpresa, curiosità e gentilezza. Ultimo ma non per importanza, il contributo fondamentale di Diego Dioguardi, sound designer, che osservando la partitura ha creato la drammaturgia sonora, tra melodie suoni e rumori” (Noemi Bresciani).